MARETTIMO, maggio 1998
Sono appena stato una settimana
in Sicilia, a Marettimo, una delle isole Egadi, la più
lontana e selvaggia.
È bellissima, senza automobili
e senza telefonini, ricca di acqua e di vegetazione. Una specie di gioiello
verde in un mare blu intenso che luccica al sole caldo d'Italia.
A circa due ore di cammino dal
paese c'è un castello incantato a precipizio sul mare.
All'orizzonte una feluca turca che sta per essere ingoiata da un mostro
marino. Le grida dei gabbiani sono quelle dei prigionieri del maniero.
Dall'altra parte dell'isola
ci sono invece delle montagne repentine sul mare: scogli di 300 metri
pieni di nidi di uccelli pelagici che in questa stagione nidificano. Raggiungibili
solo via mare, nascondono grotte dove, qualche hanno fa, viveva il bue
marino o la foca monaca. Ora aleggia solo il loro ricordo, quasi fossero
animali mitologici. Sul lato impervio l'unico manufatto è un grande
faro che occhieggia verso la Libia. La gente del posto è cordiale
e immediata. Penso di aver trovato un paradiso, ma quanto durerà?
Io
e Manu ci siamo davvero divertiti. E non ci è costato nemmeno molto.
Abbiamo ricaricato le batterie.
Un posto fuori dal mondo.
Per avere informazioni scrivetemi
Roberto