Il mio Sulcis - Marzo 2004 -
Il Sulcis è una regione della Sardegna a Sud Ovest, nella provincia di Cagliari.
Della Sardegna, che io conosco solo per un altro viaggio in Costa Smeralda, rappresenta la parte più "lontana" e meno turistica, anche perché storicamente è stata oggetto di sfruttamento industriale. Ancora oggi la bellissima costa da Sant'Antioco fino a Buggeru è intercalata da miniere, che, per chi come me è amante dell'aecheologia industriale e di queste opere, ancora operative, sono anche siti interessanti, nonché sacrificio storico del territorio.
Sono arrivato al Sulcis per vari motivi: in realtà mi interessava arrirare all'Isola di San Pietro (Carloforte), isola italiana ed isola sarda, con unicità sia storiche che ambientali (sito consigliato www.carloforte.net).
L'idea era di portare mio figlio di pochi mesi al mare, confidando in qualche giorno di clemenza del tempo (cosa da subito disattesa).
Il Sulcis si rivelava sulla carta e soprattutto sui siti (due su tutti: www.sulcis.it e www.sardiniapoint.it - andate in quest'ultimo nei 100 posti da vedere!!!), come una regione interessante e da scoprire. Di fatto non è così misterioso e sperduto come viene raccontato, ma alcuni luoghi meritano davvero di essere definiti fra i più belli d'Italia, senza timor di smentita. Penso alle spiagge di Chia, che, a parte un'incomprensibile tendenza alla costruzione di villette a schiera nell'immediato entroterra in mezzo alla macchia mediterranea, sono le spiagge più belle che abbia mai visto...
Sono quindi approdato a Cagliari pensando di incontrare un mondo perduto ed ho trovato ... un affascinante mondo, tutto da scoprire.
Cagliari è una bella città di mare, molto elegante e ricca, con la particolarità di essere una montagna fra delle saline/paludi. Bella, solare, con una vista sul mare e sul porto impreziosita da questa alzata, Cagliari ha un gusto moderno, sottolineato dal porto immenso, con una lunga banchina deserta ove sono ormeggiate tante carrette del mare ormai con i colori bruciati dalla ruggine.
Con un cielo solcato da aerei bassissimi, in arrivo o in partenza, che quasi incrociano le scie delle navi, almeno quando li osservi dall'alto della città. Il mare ed il cielo si incontrano e le scie fanno venire in mente le linee eteree di Internet. Tiscali nasce in Sardegna: forse ispirata da queste linee che uniscono alla terra ferma, antico sogno ed incubo di ogni isola.![]()
Nelle paludi lo sviluppo industriale. Complessi fumanti come sfondi di inconsapevoli fenicotteri rosa, che vi nidificano da sempre.![]()
E lo sviluppo industriale del cagliaritano e del Sulcis in particolare accompagna sempre il turista : Carbonia, Sant'Antioco, Iglesias sono realtà industriali del passato e del presente. Ma non solo: arterie stradali immense a quattro corsie, che portano dal niente al niente, sempre vuote, dove a marzo attraversano le greggi senza nemmeno intralciare il nessun traffico. Arterie che dovevano portare quello sviluppo economico che era l'unico immaginabile al loro tempo, congiungenti cattedrali nel deserto, che l'evoluzione dei mercati ha reso tanto immense quanto inutili.
Non danno fastidio. Sono espressione di volontà. Volontà sarda.
Sorpassate le saline e andando ad occidente, incontriamo Pula, una delle località turistiche più vicine a Cagliari, prima meta come vicinanza per le fughe domenicali dei cagliaritani.
La strada costiera corre fra foreste di eucalipti, residence, campi coltivati, serre. Definirei questo tratto, come primo impatto, ricco.
I villaggi scompaiono nel verde. Dopo un po' di strada ti accorgi che è qualcosa di artificiale. E te ne accorgi
perché guardando le montagne che stanno dietro, le vedi brulle, rosse e verdi, ma di macchia mediterranea, vegetazione bassa ed arsa.
A marzo le euforbie sono uno splendore. Formano delle grosse chiome globose verdi chiare. Sono foglie che perderanno in estate, per resistere meglio al caldo, ma che in primavera sono uno spettacolo. Chilometri di cespugli di euforbia senza una costruzione o un manufatto che li ostacoli... Il meglio della Sardegna.
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Chia merita un capitolo a se stante.
Non voglio dire altro: le più belle spiagge che io abbia mai visto! Lascio alle immagini il resto del racconto.
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Proseguendo lungo la costa si incontra Teulada e capo Teulada, zone militari, ove vengono fatte le esercitazioni di tiro. Questa costa riservata deve essere una meraviglia. Speriamo che non finisca sotto le sgrinfie della speculazione turistica, siano esse sarde o continentali.
Proseguendo verso Sant'Antioco la costa è un susseguirsi di acque basse, saline e paludi.
Sant'Antioco è unita al ... mondo da un istmo e da quel mare basso che tanto distingue alcuni tratti della nostra magnifica Italia.
Se si pensa all'importanza del sale nella storia si capisce perché Sant'Antioco ha resti nuragici, fenici, romani e legami con la Genova delle Repubbliche marinare.
Anche il piccolo ma ben posizionato castello è il baluardo a memoria delle scorribande sarracene di qualche Rais (Dragut?) che dominava il Mediterraneo.
Anche se il primo impatto con la cittadina è il porto industriale e poco ispira, vale la pena di visitarne il centro storico e la bellissima cattedrale romanica con annesse catacombe.
Ecco il sito da visitare per Sant'Antioco .
Il nostro viaggio arrivava però un altro approdo: Calasetta, che eleggevo a nostro campo base. Da qui avremmo visitato l'isola di Sant'Antioco, l'isola di San Pietro, Carbonia, Buggeru, Iglesias ed il Sulcis intero.
Calasetta è un bellissimo paese arabeggiante, dove il bianco domina e si staglia nei cieli blu.
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